Crescita primaria e crescita secondaria

Lo sviluppo degli alberi è un processo complesso ma regolato da leggi.
Negli animali il corpo è organizzato in diversi organi ben diversificati che rimangono invariati dopo la fase embrionale fino alla morte secondo un modello di crescita determinata nel tempo, mentre le cellule specializzate che li costituiscono vengono rinnovate cioè sostituite; nell'albero invece gli organi (fusto, radici e foglie) sono distribuiti in modo tendenzialmente omogeneo nella pianta e moltiplicati in una crescita indeterminata fino ad arrivare a diversi milioni in un solo individuo. I tessuti dell'albero, inoltre, non si rinnovano e quando degenerano e muoiono rimangono in loco, per questo non cicatrizzano come gli animali, nei quali i tessuti morti vengono sostituti da nuovi, ma ricoprono le ferite con nuovi tessuti, sotto al quale resta ancora il tessuto morto impregnato di sostanze conservanti. L'albero, tuttavia, conserva per tutto l'arco della vita un gran numero di cellule embrionali non specializzate (analoghe alle cellule staminali animali) e non raggiunge mai una forma definitiva: nel tempo sviluppa sempre nuovi germogli, che diventeranno rami dai quali nasceranno nuovi germogli, e così via.


La crescita primaria, in lunghezza degli apici

L’apice dei germogli contiene infatti ancora molte cellule indifferenziate derivanti da quelle del seme che, finché rimangono indifferenziate, possono dividersi all'infinito e continuare a produrre altre cellule. Da queste si originano tutte le cellule adulte.

In corrispondenza dell’apice si forma una gemma composta da: nodo (dove sono inserite le bozze fogliari) e internodo. Quando la gemma si sviluppa produce un germoglio, le cui cellule si dividono ed accrescono allungandosi: le bozze fogliari formeranno le foglie, mentre gli internodi si allungheranno, formando tratti di fusto.

Per specializzazione, all’interno delle foglie e degli internodi si creano dei tessuti conduttori, un doppio sistema di vasi: quelli che trasportano la linfa grezza dalle radici alle foglie (xilema) e quelli che ridistribuiscono la linfa elaborata dalle foglie attraverso la fotosintesi (florema). Le radici possiedono un analogo processo di crescita.


La crescita secondaria, in spessore del legno

La crescita secondaria degli alberi ha la funzione di rinnovare i tessuti conduttori della linfa per garantire la continuità degli scambi tra le radici e gli apici in accrescimento (fisiologica) e di rigenerare il sostegno necessario per la crescita della chioma fogliare (meccanica).

Quando il fusto primario giunge in fase di maturità, i suoi tessuti, ad eccezione dell’apice e delle gemme laterali, sono costituiti da cellule adulte ormai differenziate, con struttura definitiva e non più capaci di rigenerarsi. Per permettere l'accrescimento in spessore del fusto alcune cellule adulte regrediscono allo stato embrionale, creano nuovi tessuti conduttori all'interno e riparano i tessuti esterni della corteccia che si spaccano per la pressione da questi originata. In conseguenza di questo sviluppo i tessuti interni più vecchi vengono compressi e lignificano impregnandosi di sostanze conservative e assumono funzione meccanica di sostegno. Il legno secondario così prodotto costituisce più del 90% della sezione del fusto e forma gli anelli di crescita ben visibili in una sezione di tronco.